In queste settimane la crisi della live music provocata dallo stop forzato a causa dell’emergenza coronavirus ha portato alla fioritura di “luoghi” alternativi di aggregazione nel mondo virtuale.

A fianco dell’ormai storico sito “Spaghetti & Blues” e dell’omonimo gruppo Facebook nato nel 2010 e dedicato al Blues del territorio italiano, in questo periodo di reclusione forzata sono sbocciate nuove realtà che mirano all’”aggregazione digitale”.

 

 

#bluesfattincasa

#Bluesfattincasa è il neonato gruppo creato allo scopo di divulgare la cultura blues, in tranquillità, stando seduti sul divano di casa. La condivisione è la parola chiave di queste “sale da concerto virtuali”. Gli iscritti sono invitati a condividere video, raccontare esperienze personali e, se musicisti, vi è la possibilità di farsi conoscere pubblicando la propria musica.

Tutte queste nuove piccole realtà sono di fondamentale importanza per far sì che la rete di artisti, band, appassionati e professionisti del settore si mettano in contatto e si supportino a vicenda per vivere con la maggiore serenità possibile questa situazione di blocco forzato di concerti ed eventi musicali in tutta Italia.

 

Amici del Blues

Un’altra realtà virtuale che da ben cinque anni è attiva su Facebook è il gruppo Amici del Blues che conta ormai quasi 4000 iscritti. L’attività all’interno di questo “pub online” è sempre fervida e ogni giorno vengono postate decine e decine di recensioni, link video e foto a tema Blues. Ormai è come una grande famiglia i cui membri vivono uno lontano dall’altro, ma il legame che li unisce è profondo e sincero, proprio come il Blues.

 

#slippersmusicchallenge

Il Decreto Governativo che vieta concerti, manifestazioni culturali ed eventi fino al 3 aprile ha dato una forte stangata al settore, già poco tutelato da una legislazione approssimativa e vetusta. Anche per questo motivo è bene fare rete tra operatori del settore, musicisti e “semplici” fans perché solo così, una volta passata l’emergenza coronavirus, si potrà ottenere qualche diritto in più. A tal proposito, da un’idea di A-Z Press è nato anche lo #slippersmusicchallenge, un’iniziativa a sostegno del riconoscimento delle tutele previdenziali degli artisti, grazie ad un appello su change.org, attivato dalla Fondazione Centro Studi Doc, che oggi ha raccolto oltre 35.000 firme (http://tinyurl.com/u9v5lff).

 

BluesHighway.it

Non nascono solo nuovi gruppi, ma anche pagine social che aiutano i musicisti a mettersi in contatto tra loro per nuove collaborazioni e progetti. E’ questo il caso di BluesHighway.it che promuove le formazioni blues italiane e fa sì che blues women e bluesmen in cerca di nuovi stimoli si incontrino per formare nuove band o per dar vita a nuovi progetti.

 

Italian Blues Radio Festival

Un’altra pagina molto interessante è quella dell’Italian Blues Radio Festival, nata per diffondere il format musicale ideato da Dario Aspesani che va in onda su Radio FM Faleria da Porto San’t Elpidio in provincia di Fermo. Questo programma radio è strettamente collegato all’omonimo festival che si tiene in provincia a primavera, quest’anno rinviato a data da destinarsi proprio a causa dell’emergenza coronavirus.

 

Italian Blues Union

Altro sito molto attivo è quello del Italian Blues Union, nato nel 2015 sulla scia dell’European Blues Union per dare maggiore organizzazione e coesione al mondo del blues italiano. I principali obiettivi di questa associazione sono infatti quelli di contribuire allo sviluppo della conoscenza di questo genere musicale e dei suoi derivati su tutto il suolo italiano e di promuovere l’interazione e lo scambio di idee tra i vari associati e seguaci. Inoltre IBU organizza anche l’Italian Blues Challenge, ossia un concorso riservato ad artisti blues per diventare rappresentanti della nostra penisola nel concerto dell’European Blues Challenge. Ma ora, ai tempi del coronavirus, quando non è possibile organizzare concerti ed eventi, IBU continua a diffondere i suoi principi: sta infatti spingendo tutti i musicisti, le band, le associazioni e gli operatori del settore ad iscriversi gratuitamente al censimento italiano dedicato al Blues (www.italianbluesunion.it/censimento.html).

 

Il Blues Magazine

Un’altra realtà storia che promuove il blues anche in tempi di reclusione casalinga forzata è la celebre rivista Il Blues Magazine fondata nel 1982 da Marino Grandi. A fianco dell’uscita trimestrale di questa fonte inesauribile di notizie su concerti, dischi e libri (info per abbonarsi https://www.ilblues.org/abbonati/), c’è anche il sito (https://www.ilblues.org/) aggiornato quotidianamente con nuovi articoli e interviste.

 

Blues Made In Italy

La pagina social di Blues Made In Italy che ad oggi conta oltre 20.000 followers, è sempre aggiornata e attiva con particolare attenzione alle produzioni discografiche e librarie del settore, nonché agli eventi più importanti che si svolgono nel territorio italiano. L’associazione, dal 2010 organizza il partecipatissimo raduno nazionale Blues Made In Italy che si svolge nel mese di ottobre a Cerea ed è media partner di molti festival e manifestazioni. Tutti i dischi e libri che portano il logo associativo nella grafica del packaging hanno una pagina riservata nel sito ufficiale dell’assoaciazione (www.bluesmadeinitaly.com/dischiwww.bluesmadeinitaly.com/libri).

 

Blues Italiano

Già in 2500 si sono iscritti al gruppo facebook Blues Italiano, un salotto virtuale in cui appassionati di blues, musicisti e organizzatori di eventi si scambiano idee e condividono la loro comune passione, con una particolare attenzione verso il blues italiano. Con un po’ di elasticità sui sottogeneri e sull’argomento dei singoli post, questa “famiglia musicale” si consiglia vicendevolmente canzoni, libri e artisti tessendo così una fitta rete di interscambio culturale.

 

Se sentite la mancanza di concerti, festival ed eventi non disperate, mettetevi comodi sul divano, munitevi di pc e fatevi una passeggiata virtuale tra queste diverse piattaforme: fatevi consigliare qualche nuovo disco, chattate con gli altri appassionati e guardate qualche video dei nostri bluesmen italiani.

Questa è l’occasione giusta per scoprire e valorizzare il “Blues home-Made In Italy”!