Banner-Rufus-PartyI Rufus Party sono una band che rispecchia appieno lo spirito emiliano, condito di quel sano rock che esplode in tutta la sua completezza emergendo dalle piatte terre della pianura solcata dal fiume Po, che detta da secoli ritmi e tempi. Band formatasi alla fine degli anni ’90 i Rufus Party – da Novellara – sono ormai un’istituzione per il panorama rock reggiano.

La loro proposta originale, scaturita dalla passione per il soul, il blues e le mille variabili della musica nera ha permesso loro di esibirsi con grande successo su prestigiosi palchi della penisola, isole comprese (vantano, infatti, un affezionato seguito in Sardegna a seguito di tre mirabolanti tour), sino alla cruciale esperienza americana, con tappe presso i prestigiosi locali “Piano’s” e “Lit Lounge” a New York City.

La voce di Alessandro Bertolotti, bassista del gruppo e carismatico leader, ci fa capire subito che questa è una garage band senza fronzoli, anche minimalista, ma con ben chiare le idee sul tipo di musica da proporre al proprio pubblico che segue la band con maniacale costanza. La sezione ritmica è sorretta dalla potenza della batteria di Gianluca Lusetti, mentre Marco Parmiggiani – oltre a sfoggiare una invidiabile collezione di chitarre, lap e pedal steel d’annata – ci insegna come sia bello fare musica senza strafare ma, semplicemente, mettendo la nota giusta al giusto posto. Al trio si aggiunge occasionalmente Samuele Seghi a cesellare coi tasti bianchi e neri dell’Hammond creando un tappeto sonoro ricco di “groove sixties”. E come scrisse Jimmy Jump sulla rivista Rumore «…Quando qualcuno rilegge il rock con questa grazia dobbiamo semplicemente esserne debitori e grati».

È datata 2015 l’ultima uscita discografica della band con “Connection“, album (in vinile e CD) che ha saputo imporre la band nella scena “roots” nazionale mentre due anni dopo è stata la volta della ristampa del loro album di debutto – Civilization & Wilderness – ancora oggi considerato pietra miliare per la band reggiana a 20 anni dalla sua uscita, dove mantiene intatta la sua originalità e freschezza.

Il 2017 è un anno importante per i Rufus Party che decidono di ripubblicare il loro album Civilization & Wilderness in una nuova versione, notevolmente arricchita. Un vinile con i brani originali corredato da un bellissimo inserto curato dal fumettista Ant Man contenente i testi delle dieci canzoni proposte. Inoltre all’interno della confezione si può trovare anche la versione in CD con ben tre bonus track: tre pezzi rimaneggiati che arrivano direttamente dalle sessioni originali del 2007 registrati ai Bunker Studio di Rubiera (RE) e, tra i quali, possiamo trovare la bravissima Michelle Cristofori prestare la propria voce in “The Last Real Man On Earth”. Il disco è stato pubblicato il 22 aprile in occasione del Record Store Day 2017.

A cavallo tra il 2019 e il 2020 vede la luce “𝗣𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝗴𝗺 (𝗩𝗼𝗹𝘂𝗺𝗲 𝟭)” un bel segnale di quanto le contaminazioni che possono partire dalla musica più nera del profondo Sud degli USA, ma che profumano anche di punk, di Inghilterra, di anni ’80 e ’90, di California, abbiano influenzato ed arricchito il suono dei Rufus Party, sempre pronti e  mostrando una personalissima anima. Trenta minuti, come duravano gli ellepì quando la musica era cosa seria, per 7 canzoni che suonano talmente Rufus che neanche dovresti guardare la copertina per capire chi sono.

Purtroppo l’uscita di questo primo volume di quello che all’origine doveva essere un progetto dai due volti – uno più #garage (questo) ed un altro più “elegante” – causa il Covid subirà degli slittamenti, ma intanto Paradigm 1 merita di essere ascoltato con molta attenzione e ad un volume bello sostenuto.


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