I Rolling Stones sono tornati. Anche se forse non se ne erano mai veramente andati…
Ieri, dopo 8 anni dalla pubblicazione delle ultime composizioni originali (“Doom And Gloom” e “One More Shot”), i quattro scapestrati rockers inglesi hanno lanciato online un nuovo brano intitolato Living in a Ghost Town.
La canzone, scritta più di un anno fa da Mick Jagger e Keith Richards, è un generoso e inaspettato dono ai fans in attesa di tornare a suonare sui palchi di tutto il mondo, appena terminerà l’emergenza sanitaria.


Nel 1962 Mick e “Keef” decidono di fondare la band assieme a Brian Jones e Ian Stewart e quando si è trattato di sceglierne il nome hanno puntato tutto su Rolling Stones, traendo ispirazione dalla celebre canzone di Muddy Waters. Proprio il blues è stata la miccia che ha acceso i dinamitardi giovani studenti del Kent e li ha fatti esplodere negli anni con una striscia infinita di successi. Dopo aver ascoltato assiduamente i dischi di Howlin’ Wolf, Jimmy Reed, Elmore James e di tanti altri esponenti del Chicago Blues gli Stones hanno inevitabilmente assimilato queste influenze facendole confluire in quella che sarebbe poi diventata la Rock’n’Roll band per antonomasia. «Ascoltavamo lavori di gruppi, cercando di capire cosa succedesse in quelle registrazioni», -racconta Keith- «come si potesse suonare insieme con due chitarre e farle suonare come quattro o cinque».

Dopo anni di successi e scalate alle classifiche mondiali gli irriducibili e immortali rockers della regina non hanno ancora intenzione di godersi la pensione e tengono acceso l’entusiasmo dei fans pubblicando in tutte le piattaforme digitali il nuovo brano, dal titolo più che mai azzeccato visto il periodo che viviamo, “Living in a Ghost Town”.

«Gli Stones erano in studio a registrare del nuovo materiale prima del lockdown e c’era una canzone che pensavamo avrebbe risuonato attraverso i tempi che ora stiamo vivendo. Ci abbiamo lavorato in isolamento. Ed eccola qui, spero che vi piaccia» dice Mick Jagger. Il pezzo in questione è proprio una piacevole “Jaggerata” punteggiata dalla sua armonica bluesy e dalla chitarra di Richards che per presenta la canzone con un breve video sui social: «Allora, per farla breve. Più di un anno fa a Los Angeles avevamo pensato di tenere questo brano per un nuovo album, poi è scoppiato il casino e insieme a Mick abbiamo deciso che questa canzone doveva essere lavorata adesso e così eccola qui».

Il brano parla del trovarsi in un posto che prima brulicava di vita e ora invece è completamente spento e morto. Il testo, scritto più di un anno fa, ovviamente non era stato pensato per questo periodo di lockdown, ma ora si adatta perfettamente alla situazione:

I’m a ghost
Livin’ in a ghost town
You can come look for me
But I can’t be found
You can search for me
I had to go underground
Life was so beautiful
Then we all got locked down
Feel like a ghost
Living in a ghost town, yeah

Nel brano si respira un’atmosfera di desolazione e cupezza con un continuo salto tra un presente di grigia solitudine e un passato invece festoso e ormai lontano. «Mi è piaciuto lavorare su questa traccia». – afferma Charlie Watts – «Penso rispecchi l’umore del momento e spero che le persone che l’ascoltano siano d’accordo». Una città fantasma in silenzio e con tanto tempo da perdere passato perlopiù fissando lo schermo del cellulare, con la sensazione costante che tutto stia per crollare. Solo i corali “Woah” alla fine di ogni verso trasmettono quella sensazione di calore e collettività che tanto ci manca in questo adesso…

Livin’ in this ghost town (Woah)
Ain’t havin’ any fun (Woah)
If I wanna party (Woah)
It’s a party of one (Woah)

…ma la festa al momento la si fa in casa da soli. La loro musica è un modo forse per sentirsi più vicini nonostante la distanza forzata, con tutta la freschezza che arriva da un gruppo di vecchietti, potenzialmente a rischio sanitario. In attesa che arrivino presto tempi migliori ascoltiamo i vecchi leoni del Rock che non hanno mai smesso di ruggire, nemmeno ora al tempo del Coronavirus.
I Rolling Stones sono tornati? I Rolling Stones non ci hanno mai lasciati soli.