Il periodo appena trascorso di totale lockdown a causa del Covid-19 ci ha messo a dura prova sia mentalmente che fisicamente, e, volenti o nolenti, abbiamo dovuto riappropriarci dei nostri spazi, reali o virtuali che fossero, gli stessi di cui sentivamo la mancanza prima dell’emergenza, tanto i ritmi frenetici della vita che si viveva lasciavano poco spazio, se non addirittura nulla, a i tempi di mezzo, le attese, l’organizzazione dei progetti, persino il guardare fuori dalla finestra o dal balcone.

Working The Blues playlist AZ Blues per Spotify

E’ fuori di dubbio che l’obbligo di rimanere confinati in casa, in parte terminato, almeno dal punto di vista legislativo, ma ancora presente nei nostri ritmi quotidiani, abbia portato con sé alcuni rischi, primo tra tutti l’inattività e la mancanza di stimoli, tipici di una vita in movimento.

Per questo sin dall’inizio, se da una parte si riscoprivano passioni sopite come quella di fare il pane in casa, dall’altra si è presentata la necessità di pensare ad una nuova forma di movimento corporeo, che fosse applicabile non solo in via eccezionale in poco spazio, ma anche per un periodo di tempo che si sarebbe dilatato, complice la chiusura delle palestre e dei luoghi potenzialmente affollati e non di primaria necessità. Il movimento come vita e salute era ed è la principale medicina per il nostro corpo, visto che, fino a prova contraria, l’evoluzione ci ha portato ad essere camminatori se non corridori, prima ancora che cacciatori. Se da un lato i pochi fortunati confinati in regioni isolate hanno avuto la possibilità di non rinunciare alla loro corsetta quotidiana nella natura, gli abitanti dei centri più grandi hanno dovuto fare i conti con gli spazi angusti dei loro appartamenti.

Vincere l’inedia quindi è diventata una missione sia per evitare grosse patologie articolari, che per nutrire il nostro cervello con endorfine e serotonine, perché i muscoli stanchi e un poco doloranti portano quasi più benessere all’umore che all’aspetto fisico. Sport come benessere, la parola d’ordine che nessuno dovrebbe mai dimenticare, in quanto sostituto spesso di pillole e medicinali che non fanno che intasare il nostro sistema digestivo e, con l’assuefazione, l’equilibrio del nostro corpo, non sport come cura di bellezza.

Per un buon allenamento ormai da diverso tempo la musica è diventata praticamente essenziale, alla stregua di una droga motivazionale, tanto le emozioni spesso si sono legate ad eventi che, inconsciamente, riviviamo all’ascolto di una determinata canzone. Ecco perché anche la giusta compilation, unitamente alle indicazioni di un Personal Trainer professionista che abbia a cuore la nostra salute, risultano vincenti, soprattutto se ormai dovremo rinunciare alla socialità e al convivio che, assieme al piacere di fare fatica, ci spingevano a frequentare palestre più o meno salubri.

Se il rock ha il ritmo nel sangue, di certo lo si deve a quella che quasi tutti considerano la radice di tutti i generi musicali moderni, ovvero il Blues. Stiamo parlando di ritmi indiavolati che battono allo stesso tempo del nostro cuore, e spesso lo aiutano ad accelerare.

Per questo la nuova playlist Spotify “Working The Blues” vuole solo accompagnarci in una sessione di allenamento casalinga, che si aprirà con la grinta dell’attivazione muscolare, concentrandosi sulla parte cardio, e si concluderà con la necessaria calma per il recupero delle forze, meglio ancora se dedicato all’allungamento e stretching. La piacevole sensazione del riposo post allenamento aiuterà a recuperare serenità e tranquillità, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, perché la fatica aiuta a scaricare le tensioni.

E se decidete di allenarvi all’aperto, portate con voi la musica che vi piace, senza dimenticare anche “Working The Blues”, oltre alle mascherine obbligatorie, poiché per quanto scomode, ricerche scientifiche effettuate su sportivi professionisti dimostrano che il loro uso non comporta alcun problema.

Player Spotify per Working The Blues

 


 

Playlist Working The Blues

1. La Grange – ZZ Top
2. Yer Blues – Jeff Healey
3. Mannish Boy – Muddy Waters
4. Bad To The Bone – George Thorogood
5. Illustrated Man – Johnny Winter
6. BB King – So Excited – BB King
7. Thick Like Mississippi Mud – Buddy Guy
8. Lie To Me – Johnny Lang
9. In My Time Of Dying – Led Zeppelin
10. Let My Babe Ride – RL Burnisde
11. Darkness At The Bottom – Anders Osborne
12. Back Door Man – Willie Dixon
13. Going Down – Freddie King
14. Commit A Crime – Howlin Wolf
15. Ramble On – Led Zeppelin
16. Voodoo Woman – Koko Taylor
17. Seven Days – Ron Wood
18. Better Not Look Down – BB King
19. Born Under A Bad Sign – CREAM
20. Blue Jeans Blues – ZZ Top
21. I’ll Play The Blues For You – Albert King
22. A Fool No More -Peter Greeen Fleetwood Mac
23. Hear My Train A Comin’ – Jimi Hendrix