Posted on Set 26, 2018

 

È appena terminato il lungo “Made In The Sixties Summer Tour 2018” che ha visto la band capitanata da Mike Sponza regalare emozioni al grande pubblico accorso nelle varie date suddivise tra Germania, Croazia e Italia. Con oltre vent’anni di carriera discografica alle spalle – da quel “News For You” uscito nel 1997 e prodotto dal grande Guido Toffoletti – il cantante e chitarrista triestino ci presenta la sua ultima opera discografica “Made In The Sixties” che è la sua personalissima visione di un periodo storico (non solo musicalmente) particolarmente interessante e coinvolgente.

Distribuito da Self e disponibile sia in formato CD che in vinile (oltre che all’ormai immancabile versione digital download e sulle principali piattaforme streaming) l’album è suddiviso in dieci tracce, una per ogni anno del decennio, che ci racconta gli aspetti che maggiormente hanno colpito lo stesso Sponza, uno dei bluesman italiani più apprezzati a livello nazionale ed europeo.

Dalla guerra fredda e dalla crisi cubana all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy senza dimenticare la celebre svolta artistica di Bob Dylan e la rivoluzione del movimento studentesco del ’68 che Mike, nato proprio in quegli anni, non ha potuto vivere di persona ma che, come tanti di noi, ha tratto grande ispirazione dagli avvenimenti e dalle atmosfere, dalle idee, dalle persone e dalle culture che sono stati i veri protagonisti – molti dei quali indimenticabili – di alcuni dei più fulgidi anni nella storia della musica mondiale e non solo. Dieci storie dove possiamo percepire il lato glamour e swingin’ ma, anche, quello buio e problematico che hanno contraddistinto il decennio attraverso gli svariati linguaggi musicali, frutto della svolta culturale giovanile tra rock, latin, acoustic pop, soul e rock’n’roll.

Registrato, già come il precedente “Ergo Sum”, nei celebri studi londinesi di Abbey Road “Made In The Sixties” vede la partecipazione di grandi artisti italiani e stranieri. Dai fidi Moreno Buttinar (batteria), Roby Maffioili (basso) e Michele Bonivento (tastiere) agli amici Dana Gillespie, Rob Cass, i fiati che accompagnavano la grande Amy Winehouse, Nathan James e Peter Brown – colui che scrisse alcuni tra i principali hit del periodo come “Sunshine Of Your Love” o “White Room”, per intenderci – importante collaboratore di Mike nella stesura di questo riuscitissimo album inciso sotto l’attenta guida di Rob Cass, noto produttore della scena rock blues inglese e braccio destro di Giles Martin. Il tutto cesellato dalla meravigliosa veste grafica curata dal celebre illustratore Romeo Toffanetti che regalano al packaging una perfetta atmosfera della Londra di quegli anni.

Allora tuffiamoci nei favolosi anni Sessanta con la chitarra di Sponza mentre lui – sicuramente – starà già pensando al prossimo progetto artistico, perché Mike non sa stare fermo.



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