Posted on Gen 18, 2016

“Suona da negro”.  Se il termine usato nacque come ulteriore dispregiativo verso il popolo afro-americano in questo caso lo possiamo vedere come un complimento, perché ci riferiamo all’ultimo CD di Piero De Luca e i suoi Big Fat Mama registrato nello scorso luglio al Rootsway Festival di Parma. Chi era presente nella notte stellata di venerdì 10 luglio al podere La Bertazza in quel di Diolo di Soragna, nelle terre di Po tanto care a Guareschi e a “Peppino” Verdi, potrà avvalorare questa affermazione perché il concerto presentato dalla band genovese (che ritornava sul palco Rootsway dopo parecchi anni) sembrava quello di una band degli anni ’50 di Chicago, composta da musicisti giunti nella Windy City dal natio Mississippi. D’altronde non diciamo nulla di nuovo affermando che la band di Piero De Luca è senz’ombra di dubbio una delle migliori nel riproporre quel suono, senza l’aggiunta di inutili orpelli e con un suono delle chitarre (Antonio “Candy” Rossi e Gianni Borgo) che non ha nulla a che vedere con virtuosismi inutili ma sempre pronto a valorizzare l’aspetto globale del brano, perfettamente supportate dalla sezione ritmica che vede Ezio Cavagnaro seduto dietro la batteria e Piero De Luca al basso e ad alternarsi con il vocalist Dario Gaggero, leader degli Snake Oil Ltd.

Questo “Live at Rootsway” vede al suo interno 10 brani quasi equamente suddivisi tra classici del blues e composizioni originali che serve per chiudere un ciclo partito da “I Been Around” passando per “Blues On My Side” e con il bellissimo tributo ad uno degli idoli della band, Howlin’ Wolf, “Beware The Wolf” per giungere all’ultimo As We Like It”.

Un disco consigliato a tutti gli amanti del grande blues che hanno voglia di rivivere emozioni di un tempo che fu.